Innanzitutto una pesante multa (da 1.000 a 8.000 euro per lavoratore, cui si aggiungono 30 euro per ogni giornata di lavoro irregolare).

Ma non basta: ci sono anche le sanzioni comminate dall’INPS, che derivano da tre illeciti distinti. La prima multa dipende dal mancato versamento dei contributi e non può essere inferiore a 3.000 euro, sia che il lavoratore sia stato assunto la settimana prima sia che collabori presso la famiglia da dieci anni. La seconda violazione consiste nella mancata comunicazione dell’assunzione all’INPS, e comporta una multa da 100 a 500 euro. La terza, infine, dipende dal non aver consegnato al lavoratore copia della medesima comunicazione INPS, e la sanzione pecuniaria va da 250 a 1.500 euro.

Molto spesso la “denuncia” non deriva da un’accertamento ispettivo dell’autorità competente, ma in seguito al deterioramento o alla cessazione del rapporto di lavoro…

…e i casi sono moltissimi!

particolare attenzione merita invece una questione molto “spinosa” che riguarda le famiglie che si affidano ad agenzie (o cooperative) che non gestiscono correttamente il rapporto di lavoro con “i domestici”. Spesso per rasserenare il cliente queste realtà firmano degli accordi con i quali si impegnano a tenere sollevata la famiglia da qualsiasi responsabilità in tema di vertenze di lavoro.
Purtroppo però queste clausole sono totalmente inefficaci in quanto la legge italiana, per tutelare il lavoratore, prevede che vi sia la totale corresponsabilità dei datori di lavoro con i “fruitori” del lavoro stesso.
Quindi attenzione! Verificate che le persone che lavorano presso la vs. casa abbiano “tutte le carte in regola”.